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Butto il sale?

Immagina una bella giornata di inizio primavera, quando il sole inizia a scaldare, ma l’aria fa ancora sentire l’inverno. E’ quella tipica di quando non sai come vestirti.

Hai caldo. Che fai? Ti levi la giacca o ti metti in costume?

Che ovvietà!

Peccato che spesso le persone non mostrino di sapersi comportare con altrettanta scontata moderazione in altre circostanze.

Come per il consumo di sale, per fare un esempio.

Infatti molte, partendo dalla conclusione che, quando in eccesso, favorisce l’insorgenza di alcune malattie e la ritenzione idrica, lo eliminano del tutto, anziché moderarlo con buonsenso.

C’è una brutta notizia per loro: comportandosi così otterranno esattamente l’effetto contrario.

Questo perché i reni, al fine da mantenerne costante la concentrazione, lo riassorbiranno e continueranno a farlo sempre di più se la situazione non cambierà.

Detto in modo ultra-semplice: più elimini il sale e per più tempo lo farai e più verrà riassorbito e trattenuto con la conseguenza di ottenere l’effetto opposto a quello desiderato.

Perché accade questo?

Perché diversamente dall’uranio, il sale al nostro organismo serve, come, ad esempio, per mantenere efficienti le dinamiche dei fluidi corporei.

Dato quindi per scontato che ridurlo drasticamente, o peggio, eliminarlo del tutto è una poderosa minchiata (se non per casi giustificati da interesse medico), vediamo insieme come comportaci.

Parti da qui: il SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana) ritiene che 1,5 gr di sodio (poco più di 3,5 gr di sale da cucina) corrispondano ad un assunzione adeguata.

Non eccessiva, adeguata. Adeguata vuol dire aproppiata.

Ciò detto il punto delle questione rimane uno solo: comprendere in che quantità lo assumi e se necessario ridurlo o aggiungerlo a tavola.

Qui viene in aiuto il CREA (Centro di Ricerca Alimenti e Nutrizione) che ci fornisce questa preziosa informazione: il sodio presente allo stato naturale negli alimenti (frutta, verdura, carne, pesce, latte, ecc…) rappresenta solo il 15% di quello assunto.

Cosa significa questo?

Che chiunque segua una dieta scegliendo alimenti freschi, non trasformati, senza aggiungere, in maniera discrezionale, sale alle pietanze, ne assume troppo poco.

Soprattutto se pratica sport che ne aumenta il fabbisogno.

Tempo addietro, mentre scrivevo il mio libro, ho fatto degli esperimenti a riguardo e sai cosa ho scoperto?

Che variando il più possibile le alternative proposte della dieta mediterranea quando non si scelgono alimenti trasformati e/o conservati, artigianali o industriali (tra cui pane e prodotti da forno) e non si aggiunge sale alla cucina, se ne assume molto poco rispetto alla quantità adeguata.

La conclusione?

Più la tua alimentazione è povera di alimenti trasformati e/o conservati, artigianali o industriali e tanto più risulta controproducente eliminare il sale aggiunto in cucina.

Posso affermare, per la mia esperienza in trincea, che chi sceglie, in modo autonomo, di eliminarlo o ridurlo in modo drammatico si trova proprio in questa situazione.

Dopotutto, se ragioni con me, arriverai alla conclusione che solo, o quasi, chi segue una dieta particolarmente misurata si preoccupa del sale così tanto da decidere di eliminarlo.

Infatti questa insalubre pratica è un comportamento tipico di chi si allena e segue una dieta con fine estetico. Scelta intrapresa, quasi sempre in autonomia, nel tentativo di ridurre la ritenzione idrica e/o ottenere uno aspetto più pieno a livello muscolare.

In conclusione come ti devi comportare con il sale? Così:

  • se non stai seguendo un dieta sana e bilanciata, allora inizia subito, perché molto prima del sale ti devi preoccupare di altro.
  • se stai seguendo una dieta sana e bilanciata, ma ricca di alimenti trasformati e/o conservati, artigianali o industriali, allora è il caso di monitorare tramite le etichette il quantitativo di sodio che assumi e di conseguenza calibrarlo alla luce di quanto suggerisce il SINU.
  • se stai seguendo una dieta sana e bilanciata, povera di alimenti trasformati e/o conservati, artigianali o industriali e hai eliminato il sale aggiunto in cucina hai commesso una fesseria nucleare. Ritorna subito sui tuoi passi, con la dovuta moderazione.

La gestione del sale è complessa, perché tanti sono i fattori che concorrono al suo bilanciamento nel nostro organismo e andrebbe ragionata insieme ad un esperto, evitando comportamenti controproducenti e nocivi per la salute.

Dopotutto se fossimo in grado di fornire a ciascuno la giusta dose di nutrimento ed esercizio fisico, né in difetto né in eccesso, avremmo trovato la strada per la salute. (Ippocrate)

Questo articolo è frutto di numerosi anni di ricerche e sperimentazioni, non intende sostituirsi al parere medico o allo specialista di fiducia. L’autore consiglia, come elementare regola di prudenza, di effettuare tutta una serie di esami clinici, sul effettivo stato di salute generale ed in particolare quello cardiaco, prima di intraprendere qualsiasi programma di alimentazione, di allenamento o di integrazione. Chi sta assumendo farmaci, regolarmente prescritti, non modifichi il suo regime alimentare prima di aver consultato il medico che ha effettuato la prescrizione. Qualora il lettore volesse utilizzare le indicazioni dell’articolo dovrà consultarsi e lavorare sotto controllo di uno specialista.

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