Il 6-6-6: l’ennesima scorciatoia per restare fermi

Ti serve davvero un altro allenamento che funzioni?
Una nuova sfida virale? Un nuovo format TikTok® per illuderti che stavolta sarà diverso?

Eccolo qui: il portentoso, mirabolante, matematicamente ordinato: il metodo 6-6-6.

La sfida che promette risultati straordinari, mentre tu continui a credere che sia sufficiente camminare ogni giorno per 1 ora, alle 6 del mattino o alle 6 di sera, per svoltare la tua vita. E che magari bastino quei 6 minuti di riscaldamento e 6 di defaticamento per convincerti che stai facendo sul serio.

Spoiler: se ci credi davvero, allora sei ancora lontano dalla soluzione.

E no, non è colpa tua. O almeno, non del tutto.

È che siamo tutti bombardati da formule facili da ricordare, belle da vedere e rassicuranti da seguire, come il 12-3-30. Come il 3-2-1. Come il 25-7-2.

Cifre, cifre, cifre. Perché quando c’è un numero, la gente ci casca. I numeri piacciono, sono ordinati, fanno sembrare le cose semplici. Sembrano scientifici. Ma non lo sono. Sono solo un altro modo per tenerti attaccato a un’illusione: che dimagrire sia facile.

E qui scatta la mia personale incazzatura. Non per il metodo in sé, perché in sé non è neanche male.

Camminare? Fa bene. Muoversi? Fa bene. Respirare aria fresca? Fa bene, poche storie!

Il problema non è il 6-6-6. Il problema è che continuiamo a venderlo come LA soluzione.
LA scorciatoia. IL trucco segreto. Il nuovo mantra per chi vuole vedere la bilancia scendere senza dover toccare nient’altro nella propria vita.

E questa, mi dispiace dirtelo, è una cagata pazzesca.

Il 6-6-6, come il 12-3-30, funziona se fai tutto il resto come si deve.

Ma se non mangi bene. Se dormi da schifo. Se ti alleni poco o male. Se ti fai del male con le diete acchiappa-like. Se ti lasci sedurre da chi ti dice che puoi dimagrire senza rinunce, senza pianificazione, senza un filo di disciplina, senza farti il culo: allora il 6-6-6 è una passeggiata, e stop. Come portare a spasso il cane. Con la differenza che almeno lui si diverte.

E sai cos’è peggio? Che queste sfide fanno anche peggio quando sembrano funzionare.
Perché c’è il classico fenomeno di turno che perde 2 chili nelle prime 2 settimane e si convince di aver trovato LA soluzione delle soluzioni.

Poi smette. Poi riprende la sua vita come prima, con la differenza che ora si sente in credito col mondo.
Eh, però io sto camminando tutti i giorni

E quindi? Ti aspetti un premio? Uno sconto sulle calorie assunte? Il corpo non ti fa lo scontrino con i punti fedeltà.

Camminare non basta. Mai bastato. Mai basterà.

Il dimagrimento è un processo che va oltre. Oltre l’allenamento, oltre la camminata, oltre il sudore.
Si chiama composizione corporea.

E quando lavori davvero sulla composizione corporea, capisci che non si tratta di fare una passeggiata di 1 ora alle 6 del mattino o alle 6 di sera. Si tratta di creare uno stile di vita coerente, costante, sostenibile.

Che include il movimento, certo. Ma anche l’alimentazione. Il recupero. Il metabolismo. Il cervello. Le abitudini.

Ma tutto questo, mi rendo conto, non fa tendenza.

Nessuno su TikTok® ti vende la sfida mangia bene-dormi meglio-alza il culo 5 volte a settimana per 12 mesi di fila. Fa meno views. Eppure sarebbe l’unica VERA sfida che varebbe la pena accettare.

E qui voglio essere molto chiaro: non sono contro chi cammina. Non sono contro chi ci prova. Non sono nemmeno contro chi sperimenta il 6-6-6. …che pure mi piace.

Sono contro l’idea che questa singola azione sia sufficiente per sbloccare risultati reali.

Sono contro il messaggio tossico del fai questo e non dovrai cambiare nient’altro.

Perché questo è il messaggio ti frega. Ti blocca. Ti fa restare dove sei.
Ti illude, e poi ti scarica. Perché tanto, alla fine, la colpa sarà sempre tua: Non l’hai fatto abbastanza. Non l’hai seguito alla lettera. Hai mollato troppo presto.

E no. Non funziona così.

Il cambiamento vero avviene quando smetti di cercare scorciatoie.

Quando capisci che nessun metodo vale quanto la coerenza delle tue scelte quotidiane. Quando impari che dimagrire non significa perdere peso, ma perdere grasso.

E perdere grasso richiede tempo. Fatica. Intelligenza. Struttura.

Richiede, soprattutto, che tu smetta di inseguire protocolli magici da X minuti e, se davvero non sai da dove cominciare, magari rinunci a due aperitivi e un weekend a Marina sull’Onda, li investi in qualcuno che ti segua sul serio.

Uno che ti dica cosa fare, come farlo, e soprattutto ti eviti di continuare a improvvisare – che a occhio, finora, non mi pare abbia dato grandi risultati a guardarsi in giro sulle spiagge quest’estate!

E se proprio vuoi camminare, fallo pure. Ma fallo con consapevolezza.
Sapendo che non sarà quella camminata a fare la differenza, ma tutto quello che scegli di fare prima, dopo e attorno a quella camminata.

Fallo come gesto quotidiano, non come stregoneria dimagrante. Fallo come abitudine, non come illusione. Fallo per te, non per dimagrire in fretta.

Altrimenti è l’ennesimo giro dell’ennesima giostra. Quella dove sali carico/a, giri un po’, poi scendi uguale a prima.

Hold Hard!

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Questo articolo è frutto di numerosi anni di ricerche e sperimentazioni, non intende sostituirsi al parere medico o allo specialista di fiducia. L’autore consiglia, come elementare regola di prudenza, di effettuare tutta una serie di esami clinici, sul effettivo stato di salute generale ed in particolare quello cardiaco, prima di intraprendere qualsiasi programma di alimentazione, di allenamento o di integrazione. Chi sta assumendo farmaci, regolarmente prescritti, non modifichi il suo regime alimentare prima di aver consultato il medico che ha effettuato la prescrizione. Qualora il lettore volesse utilizzare le indicazioni dell’articolo dovrà consultarsi e lavorare sotto controllo di uno specialista.

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