Hai presente quella sensazione strana che ti prende a inizio estate, quando fuori ci sono 34 gradi, l’umidità ti si incolla addosso come un vestito di plastica, e guardandoti allo specchio ti sembra di avere due cuscini Ikea® attaccati al culo?

Eppure sei in forma, ti alleni, mangi bene, bevi come un cammello, non hai fatto nessuno sgarro di quelli da non torno più indietro… eppure quei glutei che fino a due settimane fa erano sodi e belli compatti, adesso sembrano un impasto lievitato lasciato al sole.
Allora ti chiedi: che diavolo sta succedendo? Perché mi sento gonfia, molle, e con quella fastidiosa sensazione di non essere più tonica?
Te lo dico io: non sei impazzita. Non è la dieta. Non è l’allenamento che non funziona più. È il caldo. Quello vero, quello bastardo che da una decina di giorni non molla la presa, che non scende neanche di notte e che trasforma tutto in una sauna sfiancante.
Il tuo corpo non è immune. E soprattutto il tuo sistema circolatorio, linfatico e ormonale non è un macchina che continua a funzionare come se fossimo a marzo.
Con l’aumento delle temperature il corpo entra in modalità sopravvivenza termica. Tradotto: il sangue scende verso gli arti inferiori, si dilatano i vasi sanguigni superficiali per disperdere calore e, nel frattempo, il ritorno venoso rallenta.
Non serve che tu capisca tutta la fisiopatologia, basta che guardi i tuoi piedi alla sera: gonfi. Ecco, ora applica lo stesso principio ai glutei, alle cosce e a tutte quelle zone in cui la microcircolazione è già lenta di suo.
Il risultato? Una bella piscina sottocutanea. Ed è proprio lì che nasce la famosa consistenza budinosa che ti sta facendo impazzire.
Ma non è solo una questione di vasi sanguigni pigri. Col caldo perdi anche un sacco di elettroliti con la sudorazione: sodio, potassio, magnesio. Se non li reintegri bene, il tuo corpo va in allarme.
Cosa fa? Trattiene. Trattiene liquidi, trattiene sodio, trattiene acqua nei tessuti. Per proteggersi, dice lui. Per farti impazzire, dici tu. Ed è qui che vedi la ritenzione esplodere anche dove pensavi di essere invincibile.
Aggiungiamoci poi il fatto che lo stress da caldo – sì, lo stress termico esiste, non lo dico io, lo dice la neuroendocrinologia – fa impennare il cortisolo. E quando il cortisolo sale, l’equilibrio tra estrogeni e progesterone inizia a fare capriole.
E dove vanno a finire queste capriole? Nella gestione dei liquidi, nella permeabilità dei capillari, nella distribuzione dell’acqua nel corpo. Quindi ancora una volta: gonfiore, ritenzione, e glutei che sembrano due polpette di gelatina.
E tu nel panico. Perché continui ad allenarti come sempre, mangi come sempre, eppure ti sembra che tutto stia andando a pu****e. Ma non è così.
Non stai perdendo massa muscolare, né stai ingrassando. È solo una risposta temporanea del corpo a una condizione ambientale che, diciamolo, fa schifo. Perché se hai 34 gradi con l’85% di umidità fissa, il tuo corpo non è più nella condizione ideale per drenare, pompare e smaltire. Va in affanno. Punto.
Quindi no, non ti serve fare più squat, non ti serve aumentare le serie, non ti serve iniziare il cardio a digiuno alle sei del mattino leggermente in salita a sfavore del vento. Quello che ti serve è capire che, in questo periodo, la parola d’ordine è drenare, non stressare.
Meno impatto, più attenzione. Evita di allenarti nelle ore più calde (ma va?), scegli circuiti che aiutano la circolazione, magari dai una chance al linfodrenaggio (sì, anche quello manuale fatto come si deve), e, per favore, smetti di credere che se sudi stai dimagrendo!
Perché il sudore è solo acqua che esce. Non è ciccia che se ne va. Anche se l’amico di tua zia – si, quello fesso che a 37 gradi sotto il sole delle 13,30 corre con il Domopack® intorno alla pancia – continua a dire il contrario.
La parola d’ordine in questo periodo è: bere. Ma con criterio. Non basta buttare giù acqua. Quando sudi molto, perdi non solo liquidi, ma anche sali minerali fondamentali per l’equilibrio del corpo. Serve acqua con sali, e non intendo quelle bottigliette del discount con scritto magnesio e potassio in etichetta e dentro il nulla.

Parlo di integrazione vera, fatta come si deve, pensata su misura per chi si allena, suda, consuma e deve reintegrare sul serio.
Ora, sfatiamo un mito: se un integratore ti sembra buono come una bibita da spiaggia… c’è qualcosa che non torna.
I sali minerali che funzionano davvero – quelli che servono al tuo corpo quando lo metti sotto sforzo – hanno spesso un gusto amaro, salato, a volte perfino sgradevole. Perché? Perché contengono elettroliti veri, in quantità efficaci: sodio, potassio, magnesio. Non sono pensati per piacerti, ma per aiutarti.
E se vuoi spingerti oltre e fare le cose per bene, valuta anche l’integrazione con fitocomplessi che supportino la microcircolazione: escina, bromelina, centella asiatica, diosmina. Ma anche qui: solo se sai cosa stai facendo, non perché l’hai visto in una storia sponsorizzata su Instagram.
Insomma, quello che ti sta succedendo non è un fallimento. È una fase. È normale. Ed è reversibile. Solo che devi sapere cosa sta succedendo davvero al tuo corpo. Se non lo sai, rischi di farti prendere dal panico e fare più danni di quelli che credi di correggere. Allenarti di più, stressarti di più, privarti di più. E così invece di drenare… infiammi. Invece di tonificarti… ti impantani.
Insomma è proprio il caso di dire che la toppa rischia di essere peggio del buco!
La verità è che il corpo, quando il clima cambia in modo così estremo, si adatta. Ma lo fa a modo suo. E tu, se vuoi vincere questa partita, non devi forzarlo. Devi accompagnarlo. Con testa, strategia, e magari un professionista che ti guida.
Io ci sono, se pensi di non farcela da sola!
Hold Hard.

Ps: se sei tra quelle che d’estate si guardano allo specchio e non si riconoscono, sappi che non sei sola. E se vuoi scoprire come gestire al meglio questa fase, senza inseguire l’ennesima cazzata detox, iscriviti al Blog con un clic proprio qui >> Si, desidero iscrivermi al Blog << e continua a migliorare ogni giorno!
Questo articolo è frutto di numerosi anni di ricerche e sperimentazioni, non intende sostituirsi al parere medico o allo specialista di fiducia. L’autore consiglia, come elementare regola di prudenza, di effettuare tutta una serie di esami clinici, sul effettivo stato di salute generale ed in particolare quello cardiaco, prima di intraprendere qualsiasi programma di alimentazione, di allenamento o di integrazione. Chi sta assumendo farmaci, regolarmente prescritti, non modifichi il suo regime alimentare prima di aver consultato il medico che ha effettuato la prescrizione. Qualora il lettore volesse utilizzare le indicazioni dell’articolo dovrà consultarsi e lavorare sotto controllo di uno specialista.
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