Natale 2025: come arrivare a gennaio senza piangere sulla bilancia (parte1)

Sai quanti chili rischi di mettere tra Natale e Capodanno? In media 1-2 kg.

Ma se ti trasformi in un soprammobile impolverato con la mano full-time nei torroncini, i 3-4 kg te li porti a casa senza nemmeno accorgetene. Anche perché il pranzo del 25, da solo, può toccare tranquillamente le 5.000–6.000 kcal: roba che ti mangi un weekend intero in un colpo solo.

No, non è terrorismo. È fisiologia. Scomoda, sì, ma sempre fisiologia resta.

Immagina la scena: brindisi, lasagne al ragù che ti fanno venire gli occhi lucidi, brindisi, arrosto farcito che sa di infanzia, brindisi, brindisi, e dolci ovunque che non ti chiamano, ti incantano. Sono sirene. Ma tu non sei Ulisse legato all’albero maestro: tu ti ci schianti proprio contro gli scogli, col cucchiaio in mano, convinto che tanto è solo oggi.

Non te la raccontare: non è solo oggi. E qui casca l’asinello del Presepe.

Perché il problema non è il pranzo di Natale. Il problema è tutto quello che ci costruisci intorno.

Perché il delirio non parte il 24 sera, parte dal Ponte dell’Immacolata. È lì che dicembre comincia a perdere il freno a mano.

Cena aziendale dove bevi così tanto che a un certo punto non ricordi più nemmeno il comune di residenza. Aperitivi veloci che iniziano alle 19,00 e finiscono quando il barista ti guarda e ti chiede se vuoi fare colazione.
Scambio di auguri con amici, colleghi, ex compagni di scuola, gruppo padel, gruppo calcetto, gruppo mamme, gente che non vedevi dal ’87 e perfino i Boy Scout, ai quali non hai mai appartenuto, ma dire di no sembrava brutto.

E poi c’è lui: il Cenone di Capodanno, con fiumi di vino e minchiate varie divorate come se a mezzanotte dovesse arrivare l’ufficiale giudiziario a mettere il lucchetto al frigorifero.

E poi ci sono loro: le giornate normali. Quelle in cui apri il frigo solo per guardare, e metà del salame avanzato sparisce a fettine sottili senza lasciare traccia, E via, tutto così.

Non sono due feste. Amici miei, è un mese!

E quello che succede è semplice: una serie di eccessi esagerati che si infilano tra un brindisi e un non-ho-fame-ma-assaggio, trasformando due eventi speciali in un sabotaggio organizzato.

Gli studi lo dicono chiarissimo, l’ho scritto all’inizio: durante le feste si accumulano tra 0,4 e 1,1 kg di grasso vero, non acqua, non aria, non magia nera. Grasso.

Ti sembra poco? NON lo è!

E la parte veramente tragica è che di quel peso il 40–60% resta per sempre. Come i diamanti di De Beers. Lo dicono sempre quei fessi delle università ed istituti di ricerca che su ‘ste robe ci fanno gli studi.

Così, mezzo chilo oggi, un altro l’anno prossimo, un altro tra due anni… in dieci anni ti ritrovi 7-8 kg in più, e tu ancora lì a chiederti perché ingrassi senza mangiare dopotutto poi così tanto.

Poi, nel mezzo, scatta il classico cortocircuito natalizio: mangi come per prepararti al letargo e ti muovi come se ti avessero ibernato. Combo perfetta!

Prova a calarti della realtà e vediamo se ti ci rivedi: diventi un tutt’uno col divano, avvolto/a nella copertina mentre guardi la super novità delle feste 2025: Una Poltrona per Due, tutto mentre spilucchi due biscottini, tanto sta sera mi faccio solo un brodino.

Insomma: dieta ciao-ciao, allenamento rimandato al solito tanto a gennaio faccio il serio.

E alla fine dei giochi realizzi una banalità che poteva essere intuita anche prima: che metà del danno l’ha fatto quello che ti sei infilato/a in bocca, e l’altra metà il fatto che ti sei trasformato/a in una statua di cera pronta per il Madame Tussauds.*

* Madame Tussauds, il museo di statue di cera più famoso e copiato al mondo, sito a Londra in Marylebone Road.

E no, ‘sto disastro non lo sistemi con le solite cazzate istagrammabili. Non lo fermi con un filtro seppia e un hashtag #detoxdayXmas.

Ma il dramma vero nasce quando provi a rimettere ordine, perché la toppa che ci metti sopra è peggio del buco. Perché spuntano fuori i soliti consigli da rotocalco, le sfide perdi 3 kg prima di Natale, le diete-lampo da gruppo Facebook®, e i digiuni fai-da-te-a-ca**o che funzionano come tentare di spegnere un incendio facendoci la pipì sopra.

A cosa mi riferisco? Ecco qui….

Saltare i pasti perché stasera mangio. Arrivi al cenone in modalità sopravvivenza, come se avessi passato due mesi su un’isola deserta. Ti siedi, ingoi tutto con una voracità imbarazzante e ti sembra pure poco. Il deficit che pensavi di creare te lo giochi in mezz’ora di furia enogastronomica. Ciaoooneee

Le detox a beveroni, tisane, minestroni magici. Perdi acqua, perdi glicogeno, perdi massa magra. Non perdi grasso. Ti pesi, ti esalti, poi torni a mangiare normale e rimbalzi come una palla da basket lanciata a terra da O’Neal.

Le diete punitive di Natale. Tu con il petto di pollo bollito mentre tutti brindano con panettone e spumante e ti prendono per il culo. Resisti due giorni, ti rovini pure la parte sociale, poi molli e ti fai l’abbuffata della vendetta. Qui davvero la toppa è peggio del buco!

La promessa a gennaio mi rimetto in riga. Sì, certo. Peccato che il 17 gennaio sia ufficialmente il Ditch New Year’s Resolution Day: il giorno in cui l’umanità butta nel cesso palestra, dieta e buoni propositi con la stessa convinzione con cui smette di fumare dopo l’ultima sigaretta. È il momento in cui le agende motivazionali tornano a fare da sottobicchiere e gli abbonamenti in palestra diventano beneficenza. Tu magari resisti fino a fine mese, ma il risultato non cambia.

Così, dicembre lo vivi malissimo, gennaio peggio, e a febbraio ti ritrovi come a fine estate scorsa, proprio quando hai dichiarato, con in mano l’ultimo GymTonic della stagione: l’anno prossimo mi metto davvero in forma e spacco.

La strada giusta non è martellarsi. È usare il cervello.

Non devi vivere le feste come un monaco tibetano che guarda il pandoro in silenzio contemplativo. Non serve, non funziona, non è sostenibile.

La soluzione sta tutta qui, su due fronti:

  • come arrivi a tavola e come gestisci il pasto.
  • come mantieni attivo il corpo mentre tutti gli altri vanno in blackout funzionale.

Se sistemi queste due cose, puoi goderti pranzi e cenoni senza ritrovarti 2 taglie in più addosso in 20 giorni.

Ed è proprio qui che ci fermiamo. Perché questa è la fine della Parte 1.

Hai capito come dicembre ti fotte, perché ti fotte, e perché ogni anno la storia si ripete come Una Poltrona per Due il 24 sera.

Ora che hai la diagnosi… manca la cura.

La Parte 2 arriva tra qualche giorno, sempre qui sul Blog.

Quella dove ti dico come ca**o si fa davvero a non farsi asfaltare dalle feste. Quella con le strategie vere, concrete, intelligenti, che salvano il girovita senza farti vivere in penitenza. Quella che ti rimette in carreggiata prima che l’anno nuovo diventi il copia-incolla di quelli passati.

Se questa era l’autopsia del disastro, la prossima è la chirurgia. Preparati: tra poco si passa dalla teoria al bisturi. E fidati, non vuoi perdertela.

Ci vediamo alla Parte 2.

Portati anche il senso dell’umorismo. Servirà.

Hold Hard! Si, anche a Natale.

Ps: se qualcuno ti ha girato questo articolo e non sei iscritto al Blog, rimedia subito iscriviti al Blog qui >> Sì, desidero iscrivermi al Blog <<. Così il 13 ti arriva la Parte 2 senza inseguirla in giro, e già che ci sei ti porti a casa anche un po’ di buon senso su dieta, allenamento e stile di vita.

Questo articolo è frutto di numerosi anni di ricerche e sperimentazioni, non intende sostituirsi al parere medico o allo specialista di fiducia. L’autore consiglia, come elementare regola di prudenza, di effettuare tutta una serie di esami clinici, sul effettivo stato di salute generale ed in particolare quello cardiaco, prima di intraprendere qualsiasi programma di alimentazione, di allenamento o di integrazione. Chi sta assumendo farmaci, regolarmente prescritti, non modifichi il suo regime alimentare prima di aver consultato il medico che ha effettuato la prescrizione. Qualora il lettore volesse utilizzare le indicazioni dell’articolo dovrà consultarsi e lavorare sotto controllo di uno specialista.

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